piccole curiosità a cura di dr.ssa Engi Angi: preludio e fuga

la fuga. è una forma musicale, che ha trovato il suo culmine nel periodo barocco:.

Infatti, la fuga nasce nel ‘500, ma solo nella seconda metà del ‘600 assume la sua forma  definitiva, come la troviamo nelle opere di Johann Sebastian Bach, il maestro per eccellenza di questa forma musicale.

La stesura di una fuga è un lavoro matematico meticolosissimo in cui vanno rispettate regole strutturali fondamentali, rapporti armonici imprescindibili e regole contrappuntistiche. 

Per questo motivo Bach viene considerato il sommo maestro della composizione.

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Un’altra forma musicale è il preludio. Come suggerisce la parola, il preludio funge da parte introduttiva ad un altro pezzo, una suite di danze per esempio, o una fuga, come era tipico nel corso del ‘600. 

A cosa serve il preludio?

Lo scopo del preludio fino al periodo Barocco era di dare la possibilità di prepararsi tecnicamente, praticamente di scaldarsi un po’ le mani con qualcosa più simile ad un “esercizio”, per poi passare al vero repertorio e allo stesso tempo, fornire già una collocazione armonica di ciò che sarebbe stato ascoltato poi.
Questo è proprio quello che troviamo nei preludi e fuga del Clavicembalo ben Temperato di Bach: ognuna delle 48 fughe è preceduta da un preludio nella stessa tonalità e da cui non dovrebbe essere separata.

Nel periodo classico, non è stata una forma molto utilizzata e infatti compositori come Mozart, Beethoven, Haydn non se ne sono serviti più di tanto. 

Altri autori, come Clementi e Hummel, associano nei loro volumi, a volte anche proprio nel titolo, l’idea di preludio come esercizio alla tastiera.

Il preludio perde questa sua funzione introduttiva con Chopin, che nel 1839 pubblica i suoi Préludes op. 28, che nella struttura dell’intera opera, ricalcano l’idea di Bach: 24 preludi, ciascuno in una tonalità diversa, con caratteri e difficoltà differenti.

La struttura del preludio

Nel corso del XVI e XVII secolo, i preludi venivano suonati estemporaneamente, improvvisando alla tastiera, e per questo motivo il preludio, a differenza di altre forme musicali, non ha una struttura predefinita. 

Si tratta di un brano formalmente libero, in cui possiamo riconoscere elementi melodici, tecnici o di imitazione che lo caratterizzino.