mercoledĂŹ 31 maggio

La pala de L’Assunta, capolavoro di Tiziano Vecellio, è tornata a splendere dopo un lungo restauro durato quattro anni, finanziato da Save Venice, uno dei comitati privati per la salvaguardia della cittĂ lagunare.




mercoledĂŹ 31 maggio

La pala de L’Assunta, capolavoro di Tiziano Vecellio, è tornata a splendere dopo un lungo restauro durato quattro anni, finanziato da Save Venice, uno dei comitati privati per la salvaguardia della cittĂ lagunare.




Nelle due sale che fiancheggiano l’ingresso del Museo si vede, a destra, il monumento funebre ad Angelo Emo, ultimo “Capitano da mar” della Marina veneziana. o dominio”.


L’ultimo Bucintoro, il piĂš sfarzoso, come si può constatare dalla ricostruzione fattane dal modello eseguito nel 1824, fu varato nel 1728. I Francesi, quando lo trovarono in Arsenale, lo distrussero come simbolo di un detestabile potere. Ma era soprattutto un’opera d’arte. Opere d’arte sono anche le fiancate scolpite e dipinte delle galee, non solo veneziane; impreziosiscono l’esposizione gli antichi portolani, le mappe, le stampe ed i dipinti che ornano le pareti e gli antichi strumenti di navigazione.
Le sale del secondo piano sono essenzialmente dedicate alla Marina Militare unitaria: modelli, dipinti e cimeli ne illustrano il percorso storico. Al terzo piano si possono notare:la sala delle gondole, tra le quali spicca quella appartenuta a Peggy Guggenheim, miliardaria innamorata di Venezia, quella delle imbarcazioni caratteristiche della laguna veneta, la collezione di ex voto marinari dei secoli XVl-XIX, l’ importante e insolita raccolta di modelli di giunche cinesi donate al Museo di Venezia da un collezionista francese.
E infine l’ultimo piano, il quarto, con la cosiddetta Sala svedese che testimonia i buoni rapporti tra la Svezia e l’Italia e ancor piĂš quelli tra le Marine dei due Paesi. Infine, del tutto inattesa, una preziosa collezione di conchiglie donata dalla stilista Roberta di Camerino.
Di grande interesse anche il “Padiglione delle Navi”, dove, in un’area di duemila metri quadri, sono esposti alcuni esemplari (veri, non modelli) di imbarcazioni tipiche veneziane, antiche gondole da cerimonia, barche lagunari da lavoro; poi imbarcazioni militari, prima fra tutte una gloriosa Motosilurante rimasta in servizio nella nostra Marina dopo le imprese della Seconda Guerra Mondiale; non ultime le imbarcazioni da corsa, come il famoso racer degli anni Trenta “Asso” (scafo Baglietto, motore Isotta Fraschini, pilota Cattaneo).






















ARTISTA ANITA CERPELLONI
Il “fon shuĂŠ”, cioè Feng Shui è unâantichissima arte cinese la cui origine si perde quasi nella leggenda. Una teoria sulla nascita del Feng Shui è legata ad una civiltĂ cinese che sorgeva sulle sponde del fiume Lo. Le sue continue inondazioni misero in croce gli abitanti fino a quando, intorno al 4000 A.C., lâimperatore Fu Hsi intervenne sullâambiente rinforzando le sponde del fiume tenendo conto del principio fondamentale su cui si sviluppa il Feng Shui: lâidea di equilibrio. “Feng”, ovvero vento, e “Shui”, acqua, energie che devono essere in equilibrio fra loro. Questo è uno dei concetti basilari che permea lâattivitĂ di Marina Cerpelloni.
Architetto-artista-designer vive e lavora a Venezia. Si è formata allâuniversitĂ di architettura e, nel corso degli anni, ha arricchito il suo percorso attraverso sperimentazioni e contaminazioni con le arti applicate. La volontĂ di crescita lâha portata a raffinare le tecniche del disegno, dellâincisione e della pittura. Ha focalizzato la sua ricerca sugli elementi della natura, che raffigura attraverso le discipline dellâacquerello, del guazzo, dellâincisione e della stampa dâarte, oltre ad usare tecniche miste. La calligrafia diventa segno in un continuo con le immagini disegnate, incise, dipinte. Possiamo ben dire che la Nostra CERPELLONI è personalitĂ artistica eclettica a tutto tondo.








